sabato 8 febbraio 2025

Leipzig

Singhiozzante

passa lento un altro Trabi:

ridi. Non concepisci

il rimpianto di quei singhiozzi 

a GoetheStraße. 


sabato 1 febbraio 2025

Aker Brygge

Poche cose mi appagano e mi riempiono come passeggiare lungo Aker Brygge.

Non è un piacere estemporaneo, c'è dentro tanta parte del mio percorso esistenziale, culturale, morale, filosofico e civico. C'è tutto questo in una semplice passeggiata su un molo di Oslo.


Perché il mio amore caldo per questo posto freddo viene da lontano: viene dalla sovversione familiare di Casa di Bambola, attraversa i viaggi emozionali del Nagel di Hamsun, e sfocia nelle abitudini introspettive del piastrellista di Solstad. 


Geograficamente, la passeggiata su Aker Brygge approda poi in Piazza del Municipio, sede del Museo Nobel. È una perfetta metafora geopolitica. 

La cultura intima, riflessiva, individuale ma mai individualistica si apre ad una cultura collettiva che si fonda sul rispetto, sull'apertura, sulla fiducia verso il prossimo. Il museo Nobel è una trasposizione dell'idem sentire che ho con la concezione norvegese dei diritti umani, del dialogo tra i popoli come base per una Pace duratura, e di un politically correct straordinariamente applicato alla faccia dei torvi, inefficaci sovranismi di tutte le latitudini.

sabato 11 gennaio 2025

Ridicoli coi forti

La destra sovranista italiana ed europea è un concentrato di contraddizioni e superficialità ideologica e politica.

Forti di un consenso mai visto prima e di una stabilità che da sola (insieme agli stanziamenti europei) gli permette di ottenere risultati economici, i sovranisti sprecano il loro tempo nel rincorrere l'attualità, la cronaca, i piccoli risultati da vantare sui social di riferimento, ma non si rendono conto che non solo non stanno cambiando niente e costruendo men che meno, ma si stanno auto-disinnescando.


Sanno esercitare il loro cialtronesco muscolarismo dialettico solo contro scialuppe di disperati e opposizioni crepuscolari, ma pur di ottenere sovvenzioni, supporto, vantaggi di ogni genere si ritrovano a sostenere il golpe globalista/tecnocratico/capitalista di Musk & company.
Non sono solo deboli con i forti, sono letteralmente ridicoli: denunciavano fantomatici poteri forti nei confronti di governicchi caduti dopo sei mesi, e adesso si auto-seppelliscono in assordanti silenzi contro persone che accentrano su di sé il PIL dell'intera Argentina. 

Sono svariati gli ambiti in cui questa posizione ultra-supina e totalmente contraddittoria nei confronti delle concentrazioni di potere si esercita.
Ad esempio, nell'ambito della politica industriale ed ambientale, i sovranisti si lamentano da anni delle aperture europee all'elettrico, sostenendo fosse il più grande dei disastri, salvo poi trovarsi dalla parte del più grande produttore al mondo di auto elettriche e dei suoi interessi che ben volentieri guarda dissanguarsi i suoi secolari competitor europei.

Si dicono Conservatori, ripugnano tutto ciò che viene dal progresso e dai progressisti, ma poi sono i più strenui difensori delle libertà espansionistiche dei magnati dei Social Network, che con i loro algoritmi stanno annientando la società contemporanea e ancor più le prossime generazioni. Non fanno niente contro la più grande Tecnocrazia mai esistita sulla Terra, e contro un uomo che licenzia migliaia di persone con un clic, che lancia satelliti che può spegnere in qualsiasi momento, contro un catalizzatore di dati sensibili di chiunque, loro che difendevano strenuamente la privacy quando qualcuno voleva salvargli la vita con un vaccino.

Sbandierano medievali valori cristiani, ma poi li barattano sostenendo un predatore sessuale alla Casa Bianca, e orde di perversi egotici in ogni paese, persone che così lontane dagli insegnamenti di Cristo non se ne erano mai viste nei vari parlamenti.

In un'economia, quella italiana, da sempre basata su piccole e medie imprese, lasciano Amazon scorrazzare e devastare gran parte dei settori produttivi, non facendo niente di sovranistico ma anzi lasciando che aziende ogni giorno muoiano o riducano drasticamente i loro introiti.

Anche sulle guerre, non li senti mai schierarsi davvero contro i Putin o i Netanyahu di turno, ma si improvvisano pacifisti laddove la pace è soltanto autorizzazione alla sopraffazione. 


Questi pseudo-sovranisti non sono altro che morbidi tappetini rossi stesi di fronte a mortali agglomerati di potere economico/finanziario/politico il cui piacere più grande sarà quello di poter convertire la vita, e la dignità, di milioni di lavoratori in velocissime procedure digitali da esercitare nella più assoluta libertà. E il bello è che, presto o tardi, saranno proprio loro, il loro misero ed estemporaneo consenso, ad essere eliminati con un clic da chi maneggia (e possiede) quegli spazi digitali.