mercoledì 19 novembre 2025

A graticcio


Ho letto su un muro sporco di Colmar una poesia triste di Baudelaire. 

Colava vernice e profumava rancore, mischiava nero e muschio, e raccontava bellezza.

Parlava di sguardi e di tenebre, di abissi e di fughe; di te, di me e della paura di perdersi. 

Penso sempre a quanto è ingiusto, sovrastare di senso i nostri piccoli dissensi, di fronte al mondo in fiamme. Di fronte ai droni che inceneriscono piazze, le carceri piene di inermi o alle macerie delle macerie, che senso hanno i nostri dissensi? 

Sui canali della Petite Venise scendeva pioggia senza sosta, la vernice sulle facciate a graticcio si scioglieva e neppure un verso di Baudelaire rimaneva davvero. 

Dimenticato, nell'inverno.