domenica 25 febbraio 2024

Humanum


La storia dell'umanità è null'altro che il racconto acritico di tutti gli errori commessi, incasellati in uno spaziotempo. Miliardi di persone consacrate ad una qualche vocazione religiosa, ma se anche solo una fosse quella giusta, renderebbe tutti gli altri sconfessati.
E tutti gli adepti ad ideologie in conflitto perenne, hanno ammazzato e cospirato, ma anche se una fosse giusta, renderebbe tutti gli altri invasati solo degli utili idioti. 
Il progresso scientifico stesso è una costellazione di sbagli, perché ogni cambiamento implica l'idea di correzione di qualcosa che precedentemente non era perfettamente a fuoco.
La sola costante di verità presente nella storia umana è la fallibilità, l'unica vera certezza.
Dovremmo insegnare l'errore, e il dubbio e l'autocritica come prima materia di studio a scuola, perché l'errore è la più cruda formazione e il più nobile invito all'umiltà.
Di più: l'errore è il sommo strumento di pace, la strategia di disarmo universale nella cui consapevolezza cesserebbero tutte le guerre, figlie di dialettiche povere destinate soltanto a mutare nel tempo di un plenilunio.
Errare Humanum Est.

domenica 14 gennaio 2024

Ciò che c'è e ciò che c'era







Non c'è forse del silenzio metafisico, nelle tue albe, come c'era nelle mattine dei cacciatori di pellami primordiali?

E non c'è paura e amore, verso il cielo che scorre, la lava che scende e il fiume che esonda, anche in noi che incolonniamo lo scibile umano in tabelle di Excel? 

Fluisce la vita in costellazioni d'errori,  fluisce il dolore in nuove forme d'amore: storia dell'uomo è cercare le cure.

domenica 27 novembre 2022


Nato il 7 di Marzo, il letto era caldo e il dottore distratto.
Piangevi piano, e hai fatto piano sempre coi tuoi 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐢, nessuna attenzione da richiamare quando sei 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢. O u
no dei troppi?
"Sᴀʟɪ ᴀ ʙᴏʀᴅᴏ!", dimentica ciò che c'è intorno, pensa solo al sogno. Non c'è più il prima, c'è solo il dopo. Se il dopo arriva, altrimenti non rimane 𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞, tracce di vita perse nelle 𝐨𝐧𝐝𝐞.
...
Sono il porto, un letto fresco, il dottore attento, la faccia del sogno.
Sono il tuo dopo, la vita con un senso, l'impegno a lottare affinché il dolore diventi 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.

sabato 16 ottobre 2021

Liberissimo

 

Ruba quadri negli ostelli

gettali nel lago come fardelli

urla in faccia a Munch

stona distorto un intro Punk.

Sazia gabbiani e biancocigni

regala loro gli ultimi guadagni

sali al volo sul metrò

brinda al nulla con un Merlot.


sabato 26 giugno 2021

M5Niente

Come era ampiamente prevedibile, il M5S volge verso la fine del suo percorso, lentamente ma inesorabilmente. L'implosione avviene per spaccature interne tra coloro che hanno accettato la realtà dei meccanismi della politica e tra coloro che invece avrebbero voluto rimanere per sempre minoranza incazzata in grado di rappresentare il ciclo perpetuo delle lamentele dell'italiano medio.
In realtà la fine di questa avventura avviene per autoconsunzione, come era abbastanza chiaro fin dall'inizio a coloro che abbiano minimamente chiara la storia e l'evoluzione dei movimenti politici. Autoconsunzione perché un movimento che nasce da una spinta puramente distruttiva, senza la minima prospettiva ideologicamente costruttiva, conteneva già in sé i semi dell'autodistruzione, una volta arrivato a confinare con il potere.

Non sarà Giuseppe Conte a salvarlo, non essendo lui stesso un profilo di spessore politico ad ampio raggio, ma un mero, moderato, equilibrato, e quindi apprezzato gestore situazionistico.

Cosa rimarrà di questa importante, intensa avventura politica?
La voglia di trasparenza e di onestà, un certa aspirazione, seppur velleitaria, alla giustizia sociale incarnata dal reddito di cittadinanza, e tanta, tantissima confusione e contraddizione.

Nella sostanza, il Movimento 5 Stelle lascerà un'eredità minima al dibattito pubblico, riassumibile in un'accresciuta attenzione alle tematiche ambientalistiche, in un giustizialismo che sembra già una bandiera ammainata, e in una richiesta di trasparenza nelle istituzioni che si è concretizzata in pochissimi cambiamenti sostanziali nelle prassi parlamentari.
A guardare bene, ricorderemo del M5S solo la battaglia per il reddito di cittadinanza, rivelatosi per un paese malato di assistenzialismo distopico come l'Italia, un grande boomerang.
Il reddito di cittadinanza come testa di ariete per ottenere voti, e il reddito di cittadinanza come fallimento di un progetto ambizioso nei principi e disastroso nell'applicazione. 

Il fallimento epocale si misura inoltre anche nell'aver soffiato inutilmente sul fuoco sulla rabbia dei cittadini, aver contribuito in maniera criminale al discredito delle istituzioni e della politica, all'aver innalzato a valore l'incompetenza e la mancanza di cultura politica, per rimanere poi travolti dalle proprie stesse armi dialettiche. La scatoletta di tonno, adesso, può essere richiusa e gettata nell'immondizia.
"Dalla polvere nati, alla polvere ritorneranno".

martedì 4 maggio 2021

Epic Ones

Come ogni decennio, vichianamente ciclica, la Bᴇɴᴇᴀᴍᴀᴛᴀ torna a ricordare al mondo sportivo di esistere. Io sono uno di quei tifosi atipici per cui non è che il risultato sia poi così importante, e come dico sempre, mi interessa più il viaggio della meta, il racconto più del conto.
Noi siamo l'Internazionale ma anche l'Irrazionale: la squadra che vince lo scudetto e l'anno dopo rischia di sparire, la squadra che riabilita gli epurati dal potere gobbo e lo squarcia epicamente, la società con il record di tifosi allo stadio che vince nell'anno in cui i tifosi allo stadio non entrano. Siamo la squadra dei paradossi, ed è per questo che siamo i più belli, i più romantici, i più surreali di tutti.

Questo scudetto è stato da taluni intitolato a Conte, un condottiero furente ma del tutto estraneo alla storia nerazzurra nella sua continuità vincente. Altri lo hanno intitolato alla dirigenza, molti tifosi hanno visto nel gigante buono Lukaku il simbolo di questa cavalcata trionfale, alcuni hanno individuato nell'impenetrabilità della difesa il punto di forza.
Personalmente credo invece che il segreto di questo titolo risieda in realtà nel collettivo che così bene ha funzionato ad ogni livello, e per questo indicherò un mio personale simbolo della vittoria in un personaggio atipico.

Sì, per me è Epic Brozovic l'uomo che meglio di tutti rappresenta l'interismo di oggi.
Arrivato da ragazzino, sul filo della cessione per 4 denari più volte, ha praticamente trascorso tutta la carriera in nerazzurro beccandosi tutte le possibili offese dai tifosi, vivendo tutti i drammi e le sconfitte.
Sgangherato e sublime, in continua oscillazione tra la svagatezza e il furore agonistico, Brozovic è il centrocampista che non aveva collocazione perché troppo disordinato, troppo anarchico.
Poi, un giorno, il "dirimpettaio della follia" (cit. Sabatini), Luciano Spalletti, trasforma il Bakunin nerazzurro nell'uomo d'ordine che fa girare la squadra, quello che governa il mondo meneghino, quello da cui passa ogni respiro.
La trasmigrazione di Brozovic da busker di strada a pifferaio magico è il segreto della scalata verso la felicità di questa squadra.
Ennesimo stupendo paradosso: lo slavo eternamente svolazzante diventa all'improvviso pendolo di Foucault.
Vuoi capire se chi hai di fronte capisce di calcio? facilissimo, chiedigli cosa pensa di Brozovic.
I numeri parlano sempre chiaro:
1° in serie A per km percorsi
2° per numero di passaggi
127 recuperi di palla
4° per passaggi decisivi riusciti.
Brozovic lo smilzo, generatore bulimico di ripartenze, l'uomo che si arrabbia e rincorre, si lamenta e ricostruisce. 
Il truzzo istintivo e scapestrato che diventa pensatore determinista.
Grazie a personaggi controversi come Marcelo, siamo una gemma di poesia in uno sport malato di cinismo.

Tranquilli: torneremo ad avere problemi finanziari, ad arrivare quinti, e ad acquistare un Pancev o un Caio Ribeiro, un Avioncito Rambert o un Gresko, prima o poi.
Ma adesso tocca a noi: è il momento della 𝐟𝐨𝐥𝐥𝐢𝐚 𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞.

venerdì 11 dicembre 2020

Pablito

Quando Pablito segnava ero troppo piccolo per capirlo, ma adesso lo capisco e so spiegarlo perché è così importante nel nostro immaginario. 
Lui non aveva il pibe de oro come il Diez, né il fisico dirompente dei roboCr7 di oggi. Non era alto né tecnico, né potente né veloce. Era semplicemente normale, e la sua è stata l'epica di un tipetto normale che ha trasformato pari pari in realtà il sogno impossibile di ogni bambino mingherlino.

Lui e quella bella storia della pipa di Bearzot, dei baffoni del vecchio Causio e del finto adolescente Bergomi, della testa alta di Antognoni e dell'esempio austero di Scirea. Dell'urlo di Tardelli, che per noi è un quadro che vale di più dell'Urlo di Munch. La storia di un presidente popolare (non populista) come Pertini che folleggia sugli spalti, delle partite a carte sull'aereo e di un paese che si godeva il boom economico.
Il signor Rossi da Prato è stato l'eroe normale, anche con i suoi errori da tipico italiano, di un mondo che è scomparso e che rimpiangiamo in una maniera insostenibile in questo tempo così disperante ed esasperante, che ci priva di tutto, anche delle partitelle dove ogni mingherlino poteva giocare a fare il Pablito di turno.
Ciao, hombre del Mundial.