Dietro la formuletta magica della "società civile", luogo comune trito e ritrito divenuto ormai obbligatorio per chiunque decida di lanciare la propria candidatura a qualsiasi livello di amministrazione pubblica, si cela in realtà un enorme vuoto di personale politico.
Un vuoto che in primo luogo nasce dalla diffidenza ormai assurta a dogma nei confronti dei "politici di professione", considerati sostanzialmente dei parassiti da eliminare quanto prima.
Un vuoto che in primo luogo nasce dalla diffidenza ormai assurta a dogma nei confronti dei "politici di professione", considerati sostanzialmente dei parassiti da eliminare quanto prima.
In secondo luogo, e conseguenza del primo, il problema è dovuto alla velocità con cui nuove formazioni politiche, ad esempio il M5S o la Lista per Monti, si sono imposte sulla scena pubblica, non avendo il tempo di creare e formare una classe dirigente adeguata alle difficoltà che la gestione della Res Publica presenta.
Ci troviamo così di fronte a casi di dilettantismo come quello della formazione della giunta comunale a Parma, perché è ormai passata l'idea populista che "basta che siano nuovi vanno tutti bene".
Il rischio quindi è quello di passare da una classe dirigente consumata, rattrappita, ripiegata su se stessa per i troppi anni di (discutibile) servizio ad una classe dirigente incompetente, impreparata, e quindi in quanto tale manovrabile e fallace.
Questo paese come sempre rifugge dall'equilibrio, conseguenza di scelte ponderate e giudizi oculati che non ci appartengono. Siamo un paese con troppa pazienza che non si decide mai a cambiare, che poi un bel giorno, all'improvviso, si sveglia senza pazienza e decide di cambiare tutto, senza se senza ma e senza perché. Ci diamo in pasto al primo cantastorie carismatico che incontriamo mediaticamente e gli spalanchiamo le porte di un potere assoluto e senza freni. Così facendo, permettiamo al potente di turno (Monti e Berlusconi ne sono due esempi emblematici) di candidare personaggi senza esperienza, senza garanzia, e soprattutto senza idee, con l'unico scopo di poter poi manovrare liberamente queste espressioni della "società civile".
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