domenica 3 febbraio 2013

Delusioni

La delusione che si prova in questa campagna elettorale è feroce.
Il motivo è presto detto: pur con i loro piccoli-grandi difetti, Bersani e il PD e Monti con il suo nuovo Centro parevano poter affrancare questo paese dall'incubo del berlusconismo che ha devastato il paese negli ultimi 20 anni.
Ritrovarsi adesso il PDL lontanto 5-6 punti dal PD in tutti i sondaggi non rappresenta tanto il rischio di un nuovo governo Berlusconi ma il venir meno di una stagione di pulizia, di serietà e di rinnovamento che prima con il governo Monti poi con il momento della Primarie sembra aver preso campo a tutti i livelli.
Purtroppo, ad oggi ci ritroviamo invece con un Monti affiancato a Casini e Fini, due residuati della peggior partitocrazia, Bersani invischiato in vecchie beghe di lottizzazioni bancarie, e Berlusconi sempre lì con le solite filastrocche contro le tasse, la Germania e l'euro.
Due sono i fatti da sottolineare: 
- la sconfitta di Renzi alle primarie ha indubbiamente rimesso in moto e ridato vigore a tutta quella vecchia politica che ormai sembrava ad un passo dall'essere realmente rottamabile. Al di là di qualsiasi giudizio sulle capacità del sindaco di Firenze, è lo spirito di cambiamento, di rinnovamento generazionale che si è interrotto il 2 Dicembre. Se si paragona il livello del dibattito delle primarie a questa campagna elettorale sono evidentissimi i passi indietro.
- Quello che il paese sembrava aver colto, ovvero la necessità di superare il berlusconismo come sistema di pensiero, come spirito (anti)civico, come modellamento della politica sui propri interessi personali è drammaticamente venuto meno. La magistratura torna ad essere di parte (e dunque nessuno crede più che possa esserci giustizia, a nessun livello), pagare le tasse torna ad essere un optional (perché le tasse sono ingiuste), la moralità pubblica e privata torna ad essere di secondaria importanza (farsi vedere in pubblico con una 25enne prezzolata è cosa normale).
Ancora una volta l'Italia torna ad essere un paese  immaturo, superficiale, frivolo, e torna ad esserlo perché le forze più sane e decorose hanno perso la loro battaglia non riuscendo a prendere in mano la leadership del paese.


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