Ieri Monti ha infine comunicato le sue decisioni.
Si mette a disposizione senza però misurarsi nel confronto democratico, in sostanza.
Detta un' agenda alle forze politiche che vorranno sostenerlo, fornendo loro, infine, un programma, dal momento che probabilmente anche lui si era accorto che queste forze un programma non lo avevano.
Il primo commento è: perchè ti allinei con dei partiti che
- non hanno un programma
- non hanno forza elettorale (max 10-15%, dicono i sondaggi)
- non hanno prospettiva (il ricambio generazionale è ai minimi sindacali)?
Per quanto concerne il programma, come spiega ampiamente e brillantemente Mantellini QUI, si tratta dell'ennesima triste prova della totale mancanza di "weltanschauung" di Monti e dei suoi (oltre ad essere una pessima figura da "tardivi digitali").
Infatti, buona parte dell'agenda è stata scritta da Ichino, tante altre parti sembrano un vero e proprio copia/incolla dalle idee di Matteo Renzi, e mancano totalmente dichiarazioni d'intenti riguardanti i diritti civili.
Siamo in presenza di una povertà di idee disarmante, e l'unico punto di forza su cui si insiste fino allo sfinimento dell'elettore/contribuente è quello del rigore.
Il giorno dopo, però, dobbiamo constatare che alcune correnti del centrosinistra moderato hanno gradito e certamente saranno tentate dall'appogio a questa "agenda" (tra l'altro il sito www.agenda-monti.it è di una bruttezza sconsolante). Contemporaneamente, l'occupazione abusiva del suolo televisivo di Berlusconi sta facendo riguadagnare qualche punto al PDL, mentre la recente costituzione del movimento arancione toglierà qualche punto percentuale (pochissimi a dire il vero) a tutti.
Questo significa che l'elettorato del PD verrà ulteriormente eroso, tanto da configurare una situazione di ingovernabilità ormai quasi accertata se non con alleanze dal sapore vecchio e stantio, che non potreranno certo quel cambiamento necessario di cui il paese ha, aveva, avrebbe bisogno.
Questo significa che l'elettorato del PD verrà ulteriormente eroso, tanto da configurare una situazione di ingovernabilità ormai quasi accertata se non con alleanze dal sapore vecchio e stantio, che non potreranno certo quel cambiamento necessario di cui il paese ha, aveva, avrebbe bisogno.
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